Chi dedica la propria vita a costruire comunità, associazioni e opportunità per gli altri conosce bene una verità che raramente trova spazio nei racconti pubblici: fare del bene non significa essere immuni dalla fatica.
Da questa consapevolezza nasce Quando il successo inizia a pesare, il nuovo libro di Mattia Di Tommaso, presidente di diverse organizzazioni del Terzo Settore, imprenditore sociale, formatore ed esperto di progettazione europea, in uscita nelle prossime settimane con la prefazione dell’europarlamentare Dario Nardella.
Un libro che, pur partendo da una vicenda personale, finisce per parlare a molte delle persone che ogni giorno animano il mondo dell’associazionismo italiano.
La storia che non compare nei bilanci sociali
Ogni associazione racconta giustamente i propri risultati.
I progetti realizzati.
Le persone coinvolte.
Le attività organizzate.
I territori raggiunti.
Le risorse raccolte.
Sono numeri importanti, perché rappresentano l’impatto concreto generato dalle organizzazioni.
Ma esiste una storia che spesso resta fuori dai report, dai siti internet e dalle assemblee dei soci.
È la storia delle persone che rendono possibile tutto questo.
Presidenti che dedicano serate e weekend all’associazione.
Volontari che rinunciano al proprio tempo libero.
Dirigenti che portano sulle spalle responsabilità sempre più grandi.
Operatori che trasformano il proprio impegno in una missione di vita.
Quando il successo inizia a pesare prova a raccontare proprio quella parte invisibile.
Quando la passione diventa responsabilità
Molte persone entrano nel mondo associativo per passione.
Per il desiderio di cambiare qualcosa.
Per difendere un diritto.
Per aiutare una comunità.
Per lasciare un segno.
Poi, con il passare degli anni, le organizzazioni crescono.
Arrivano nuovi progetti.
Nuove responsabilità.
Nuove persone da coordinare.
Nuove aspettative.
Quello che era nato come volontariato diventa spesso una responsabilità quotidiana.
Una responsabilità bellissima, ma anche impegnativa.
È una dinamica che molti dirigenti del Terzo Settore conoscono bene.
E che Mattia Di Tommaso affronta nel libro senza retorica e senza vittimismo.
Con la consapevolezza di chi ha trascorso gran parte della propria vita a costruire associazioni, reti e percorsi di crescita per gli altri.
Chi si prende cura di chi si prende cura?
Tra le riflessioni che attraversano il libro ce n’è una particolarmente attuale per il mondo del non profit.
Siamo abituati a parlare del benessere delle persone che aiutiamo.
Molto meno frequentemente ci interroghiamo sul benessere di chi aiuta.
Eppure il rischio di burnout, stress, sovraccarico emotivo e isolamento riguarda sempre più spesso anche chi opera nel sociale.
Soprattutto quando l’impegno associativo non è semplicemente un’attività tra le altre, ma diventa parte integrante della propria identità.
In questo senso il libro affronta un tema che riguarda molti leader associativi: la difficoltà di trovare un equilibrio tra il desiderio di essere utili agli altri e il dovere di non dimenticare sé stessi.
Oltre il mito dell’eroe del sociale
Uno degli aspetti più interessanti del volume è il tentativo di superare una certa narrazione eroica che talvolta accompagna il mondo del volontariato.
L’autore non si presenta come qualcuno che ha tutte le risposte.
Al contrario.
Racconta dubbi, errori, fragilità, momenti di stanchezza e cambiamenti personali.
Parla della paternità.
Delle relazioni.
Delle difficoltà di conciliare vita privata e responsabilità pubbliche.
Di quella continua ricerca di equilibrio che accomuna molte persone impegnate nel Terzo Settore.
Ed è forse proprio questa autenticità a rendere il libro vicino alla sensibilità di chi vive quotidianamente l’associazionismo.
Una riflessione sul significato dell’impatto
Nel mondo del non profit si parla spesso di impatto sociale.
Una parola importante, che misura il cambiamento generato nelle comunità.
Ma il libro invita indirettamente a una riflessione ulteriore.
Che impatto ha il nostro impegno sulla nostra vita?
Come cambiamo mentre proviamo a cambiare il mondo?
Quali sono i costi, ma anche le ricchezze umane che derivano da una vita spesa al servizio degli altri?
Sono domande che raramente trovano spazio nei dibattiti associativi e che invece meritano attenzione.
Perché dietro ogni organizzazione esistono persone.
E dietro ogni persona esiste una storia.
Un libro che parla a chi costruisce comunità
Pur non essendo un libro sul volontariato in senso stretto, Quando il successo inizia a pesare intercetta molti dei temi che attraversano oggi il mondo dell’associazionismo.
La leadership.
La responsabilità.
La sostenibilità personale dell’impegno sociale.
La difficoltà di trovare un equilibrio.
La necessità di costruire organizzazioni che si prendano cura non solo dei beneficiari, ma anche delle persone che le rendono possibili.
È una lettura che può interessare presidenti, volontari, operatori, giovani attivisti e, più in generale, chiunque abbia scelto di dedicare una parte della propria vita a qualcosa che va oltre sé stesso.
Perché, alla fine, il libro sembra suggerire una riflessione semplice ma importante.
Che il valore di ciò che costruiamo non dipende soltanto dai risultati raggiunti.
Dipende anche dalla capacità di restare umani mentre lo costruiamo.
Quando il successo inizia a pesare
Mattia Di Tommaso
Prefazione di Dario Nardella
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